
No, no, no, nooooo, no! Io non ci sto a farmi battere sul tempo da una soap-opera televisiva! Tanto per intenderci, I Tudors (sic), scandali a corte. Che non mi si venga a dire che l’idea non l’ho avuta prima io!
Pertanto, nell’ambito della nostra amatissima rubrica La storia in pillole, mi sono finalmente decisa a darmi una mossa e a terminare il post sul carissimo Enrico VIII Tudor.
Chi si fosse perso la prima puntata è caldamente pregato di cliccare qui e colmare le sue lacune prima di rovinarsi la sorpresa finale senza averci capito un H. Cavoli! Mica andrete subito a leggere la fine di un libro giallo senza sapere neanche di cosa parla, vero?
Dunque, avevamo lasciato il buon panzone alle prese con la sua terza vedovanza. Che c’è, non mi credete quando vi dico che era un panzone? E invece è proprio così, per allora Enrico aveva messo su qualche chiletto e, se in televisione vedete quel pezzo di f..o dell’attore che interpreta il re, ciò non significa che Enrico fosse altrettanto bello. Guardate un po’ qua!
Dalle stelle….
…alle stalle!
Nell’ultimo ritratto era solo il 1535, Enrico era sposato con Jane Seymour, e dovevano arrivarne ancora altre tre di mogli! Quando si dice il fascino dell’uomo di potere… e pensare che alcune delle sue donne lo “amavano” veramente. Già, perché Enrico non aveva solo mogli, aveva anche “amanti” e da alcune di loro aveva anche ottenuto la tanto sospirata discendenza maschile: vedi ad esempio Henry Fitzroy, figlio di Elizabeth Blount, nato quando Enrico era ancora sposato con Caterina d’Aragona, dichiarato probabile erede al trono in assenza di figli legittimi e purtroppo morto a 17 anni di tubercolosi.
Ma torniamo alle mogli di Enrico:
Anna di Cleves
Anna era nata nel ducato di Cleves, al confine con i Paesi Bassi. Nel 1539 si ritrovò a partire per l’Inghilterra per sposare un uomo, il re, che non aveva mai visto, né conosciuto e che l’aveva scelta in base al ritratto che di lei aveva fatto Hans Holbein il giovane, pittore di corte Tudor. Fu scelta, per così dire, sul catalogo. Il fratello di Anna accettò la proposta di matrimonio che Oliver Cromwell fece a nome di Enrico senza chiedere il permesso alla sorella -alla faccia del femminismo!-.
Ma, si sa, le cose scelte dai cataloghi senza prima provare di persona si rivelano poi una delusione e così fu per Enrico, il quale rimase estremamente deluso dalla vista di Anna la prima volta che la incontrò. Perché il buon vecchio Hans si era, come dire…, ”dimenticato” di includere nel ritratto di Anna le cicatrici che le aveva lasciato il vaiolo, dipingendola invece con la pelle vellutata(probabilmente Hans seguì il suggerimento di Cromwell, che sapeva quanto il re fosse sensibile a certi aspetti ma voleva assolutamente quest’alleanza col ducato di Cleves). Inoltre, Anna era stata educata alla conoscenza del solo dialetto locale e non parlava francese, né inglese, oltre a non conoscere nulla di musica o canto, cose invece all’epoca ritenute il bagaglio minimo per ogni donna di corte che si rispettasse.
Nonostante tutto, il matrimonio si fece ma non venne mai consumato, pare infatti che Enrico non riuscisse ad avere alcun rapporto sessuale con Anna. Nel frattempo il caro vecchio aveva già messo gli occhi sulla sua prossima vittima, una dama del seguito di Anna, e la povera regina, che sarà anche stata bruttina ma non era certo stupida e che di sicuro aveva udito le voci circa la fine che facevano le mogli che si erano messe fra Enrico e i suoi progetti, decise di concedergli l’annullamento del matrimonio. Ad Enrico comunque conveniva comportarsi bene con Anna, vista l’importanza strategica dell’alleanza col di lei fratello Guglielmo. Per questo motivo, Enrico concesse ad Anna il titolo di “sorella del re”. Ella visse fino alla fine dei suoi giorni nella sua casa a Chelsea recandosi occasionalmente a corte. Non si risposò più ma almeno conservò intatta la testa sulle spalle!
Catherine Howard
Anche il matrimonio con Catherine, come quello con Anna di Cleves, durò meno di un anno. Infatti, prima di poter festeggiare il primo anniversario di nozze, la testa di Catherine era già rotolata nel cesto, come quella di sua cugina Anna Bolena.
Catherine era di nobile lignaggio ma aveva fatto la fame tutta la vita, con un padre inetto e nullafacente che sapeva solo lamentarsi “del mondo crudele”. Questi morì poco dopo che Catherine fu entrata al servizio di Anna di Cleves e capitò quindi a corte, nel raggio d’azione di Enrico VIII. Enrico sposò Catherine dopo l’annullamento del matrimonio con Anna. Tuttavia, la nuova regina era in realtà segretamente innamorata di Thomas Culpeper, uomo di corte, cameriere personale e favorito del re. Pare infatti che Thomas fosse uomo estremamente attraente. Purtroppo per loro però, le storie che giravano a corte sulla vita amorosa di Catherine prima del matrimonio avevano attirato l’attenzione dell’arcivescovo di Canterbury (capo della Chiesa Anglicana), il quale cominciò ad indagare e, dopo una perquisizione negli alloggi del Culpeper, trovò una lettera a lui indirizzata da Catherine, nella quale ella dichiarava il suo amore. Ora, ciò irritò non poco il caro Enrico e poco importava se l’amore fra i due fedifraghi non era stato consumato, tanto bastava a far infuriare il re e a fargli meditare vendetta. Perciò Enrico decise di far defungere la quinta moglie esattamente come aveva fatto con la seconda (sarà stato un caso che le due fossero parenti?). Non si sa realmente quanto Culpeper contraccambiasse Catherine, né quanto maturo fosse l’amore di questa nei confronti del Culpeper, vista la sua giovane età. Tuttavia è ragionevole pensare che il caro Thomas fosse un gran dritto e avesse subodorato la puzza di cadavere provenire dal corpo malconcio del re e del suo unico e cagionevole figlio maschio Edoardo. Con Catherine sul trono e lui come suo preferito, la vita sarebbe sicuramente stata una pacchia. Peccato per Thomas che i piani non vanno mai come ci si aspetta!
Catherine Parr
L’ultima moglie del re fu anche l’unica che gli sopravvisse. Catherine Parr più che la moglie fu l’infermiera o meglio la badante del re. Enrico era ormai un uomo in abbondante sovrappeso, che aveva sempre abusato del consumo di carne rossa e soffriva, come molti all’epoca, di gotta oltre che di diabete. D’altro canto pare che Catherine avesse una vera vocazione per la geriatria, visto che sposò Enrico dopo essere rimasta vedova (per la seconda volta) di un uomo di vent’anni più vecchio di lei.
Enrico e Catherine si sposarono nel 1543. Il merito che la storia le riconosce è quello di essere stata la fautrice della riconciliazione fra Enrico e le due figlie: Maria ed Elisabetta. Queste erano infatti state lasciate da parte dopo la nascita di Edoardo, figlio di Jane. Maria la sanguinaria ed Elisabetta la regina vergine: due donne straodinarie in modi diversi, ma questa è un’altra storia…
Poco dopo la morte di Enrico, Catherine riuscì finalmente a sposare l’uomo che amava veramente: Thomas Seymour, fratello di Jane e consigliere di Enrico. Solo che gli intrighi di corte non terminano mai, neanche per una regina in pensione. Infatti il caro Edward Seymour, cognato di Catherine, nonché Lord Protettore e reggente in vece di Edoardo, accusò Thomas di voler approfittare della piccola Elisabetta, che all’epoca viveva in casa sua e di Catherine. Per proteggere la reputazione di Elisabetta, Catherine fu costretta ad allontanarla, così il vecchio volpone Edward (che aveva probabilmente già intuito la futura grandezza della principessa) si assicurò che la cara Elisabetta non stesse troppo vicina alla corte. Edward per sicurezza fece arrestare il fratello. La povera Catherine, nel frattempo, dopo tre matrimoni infruttuosi, era rimasta incinta alla tenera età di trentacinque anni. Consideriamo che all’epoca era come se oggi partorisse mia nonna. Purtroppo infatti Catherine morì di complicazioni legate al parto.
Le donne di Enrico, fossero mogli o amanti, avevano tutte le loro caratteristiche particolari; nel bene o nel male nessuna di loro è passata inosservata. Perché ACCANTO ad ogni grande uomo, c’è sempre una grande donna (o, come in questo caso, sei).
Fonte: Antonia Fraser, Le sei mogli di Enrico VIII. Ed. Storia Mondadori, 2001.
Un buon weekend a tutti i miei cari alunni
Smack
Erika